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  *** nuovo disco *** 

BUD TRIBE - EYE OF THE STORM

out on Cd / Lp limited / Lp
on Jolly Roger Records February 2013



 
     
  BUDTRIBE - ROLL THE BONE

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BUD TRIBE ON THE WARPATH IN REMEMBRANCE
Promotape  CD Single CD
*1997 *1998 *2001
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BUD TRIBE - 'Sul sentiero di guerra' - Intervista di Andrea Raffaldini - Rock Hard novembre 2004
 
BUD TRIBE da FLASH aprile 2003
Colpito di recente dalla scomparsa del chitarrista Marcello Masi, il gruppo toscano non si arrende e continua a professare il verbo del vero heavy metal. II carismatico singer (ex-Strana Officina) Bud Ancillotti traccia per noi il punto della situazione...
E’ DA POCO SCOMPARSO UNO DEI VOSTRI CHITARRISTI, MARCELLO MASI, CHE TU AVEVl GIA AVUTO COME COMPAGNO D'AVVENTURA NELLA BUD BLUES BAND E NELLA STRANA OFFICINA. VUOI RICORDARE COME NACQUE LA VOSTRA AMICIZIA E COLLABORAZIONE MUSICALE?
Marcello e stato un grande. Prima di tutto un amico fraterno, poi un eccellente rnusicista. Lui aveva ricevuto un dono naturale... oltre a suonare tutti gli strumenti a corda, si cimentava con maestria anche al pianoforte, alle tastiere e alla batteria. Insornma, ii cosiddetto ragazzo prodigio. Vivevamo a Prato nello stesso quartiere, lui andava a scuola con mio fratello, e fu proprio Bid a farmelo conoscere e a decantarmene le doti di musicista autodidatta che riusciva a suonare con incredibile naturalezza qualsiasi cosa. Da allora siamo stati pressochè inseparabili, e questa profonda amicizia ci ha sempre consentito di lavorare con un feeling incredibile... una sorta di magica alchimia che Marcello con la sua chitarra rendeva unica e da brividi. Una grande perdita per tutti... ciao amico mio!.
LA SERA DELLA SUA SCOMPARSA AVETE TENUTO UN CONCERTO PRECEDENTEMENTE FISSATO... CHE TIPO DI SHOW E STATO?
Esattamente e stato il giorno successivo alla sua improvvisa scomparsa. Ci siamo interrogati a lungo sul da farsi, inizialmente pochi di noi avevano pensato al concerto, sopraffatti dal dolore e dalla tragedia che ci aveva colpito. Poi, pian piano, ci siamo resi conto che sarebbe stato inutile star li a piangere, cosi nel pomeriggio dopo le esequie e I'ultimo saluto a Marcello, abbiamo caricato il furgone e siamo partiti. La serata non e stata facile, sui nostri volti si leggeva il dispiacere che provavamo, ma abbiamo reagito per Lui. Quel concerto e stato il nostro tributo personale a Marcello, alla sua passione, alla sua musica...
STATE SCRIVENDO PEZZI IN VISTA DEL PROSSIMO ALBUM? E SE SI, COME AFFRONTATE IL PROCESSO COMPOSITIVO... COME NASCONO I PEZZI, INSOMMA...
Abbiamo diversi pezzi pronti, più un'altra manciata priva di testi e di qualche arrangiamento... ancora non sappiamo dirti di preciso quando incideremo qualcosa di nuovo, per adesso continuiamo con i concerti. Per quanto riguarda invece la genesi delle nostre canzoni, possono nascere durante le jam di gruppo in sala prove, oppure, com'è successo in passato, dal lavoro svolto nello studio personale di Marcello, isolati da tutto e da tutti. C'è bisogno della scintilla, e quando scocca cerco subito di focalizzare l'idea per poi proporla agli altri ragazzi del gruppo. Riff e melodie sono quindi elaborate e ciò che avevo in testa si trasforma poi in musica.
SIETE SODDISFATTI Dl QUANTO OTTENUTO CON IL PRIMO ALBUM? CHE TIPO Di RESPONSI AVETE OTTENUTO?
Diciamo che siamo contenti che sia uscito, e visto il tempo limitato e il budget a disposizione non potevamo certo fare di meglio. I responsi sono stati buoni, sia a livello di pubblico che di critica, a parte uno stronzo che si e accanito ad infamare delle persone che per anni si sono fatte il culo per riempire anche a lui il piatto dove mangia. Abbiamo ricevuto buone recensioni anche dall'estero, entusiastiche quelle di alcune riviste specializzate tedesche e americane.
VUOI RICORDARE CHI SONO ATTUALMENTE GLI ALTRI RAGAZZI CHE FANNO PARTE DELLA BUD TRIBE BAND...
Cominciamo da mio fratello Bid. Lui è sempre stato nella musica, prima come roadie di vari gruppi italiani, poi seguendomi come assistente personale dai tempi della Bud Blues Band e della Strana Otficina. Infine, cedendo alle insistenze del nostro giro di amici, ha deciso di dedicarsi seriamente al basso, suonando sia in studio che dal vivo. Ha collaborato con Marcello Masi nei suoi dischi di musica strumentale e, più recentemente, ha formato assieme a me la Bud Tribe. Alla chitarra c'è Leo Milani, che conoscevamo da una vita e che è entrato stabilmente nel gruppo quando Marcello decise di smetterla con I'attività live. Leo ci ha dato una grossa mano e al tempo stesso si e rivelato intelligente nel seguire i nostri consigli per arrivare ad un obiettivo comune. E' un chitarrista duttile e funambolico, capace di suonare di tutto, dal prog metal allo speed, dal blues al trash e al rock'n'roll. A parte alcuni progetti personali, Leo ha suonato in passato nella prima line-up dei Sabotage e nei Machine Messiah, gruppi storici del metal italiano anni Ottanta. Ultimamente sta collaborando anche con i Nursery Crime, una cover band dei Genesis. Alla batteria abbiamo Dario Caroli, che non ha certo bisogno di presentazioni, essendo stato protagonista di centinaia di concerti con i Sabotage. Le tante esperienze vissute gli hanno conferito un background di primordine, e non a caso riesce ad abbinare tecnica e velocità con sorprendente naturalezza. Insomma, ci reputiamo un bel gruppo, che va avanti tra mille difficoltà facendo leva innanzitutto sulla passione, I'amicizia e I'umiltà.
A CHI ANCORA NON Vl CONOSCE, VOGLIAMO DIRE QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE?
Black Sabbath e Ac/Dc al primo posto, poi tutto I'hard rock e il rock blues inglese e americano degli anni settanta, i gruppi della primissima ondata NWOBHM e i Judas Priest.
MI METTERESTI IN ORDINE DI IMPORTANZA ELEMENTI COME EMOZIONE, POWER SOUND E ORIGINALITA'?
II sound potente e la cosiddetta 'botta', come noi la chiamiamo, poi l'emozione che riusciamo a trasmettere con la nostra musica sono fattori indispensabili, sprigionati da una forza interiore e da una rabbia mai sopita che ci portiamo dentro, Tutto ciò rappresenta il nostro credo e il nostro stimolo per portare avanti I'avventura Bud Tribe.
MAI PENSATO Dl TORNARE A CANTARE IN ITALIANO, COME FACEVI Al TEMPI DELLA STRANA OFFICINA?
Per ora lo faccio solo dal vivo, riproponendo in scaletta brani storici della Strana Officina come 'Non sei normale', 'Autostrada dei sogni', 'Luna Nera', 'Piccoio Uccello Bianco' (questi ultimi tre composti anche con Marcello) ed altri ancora. Per quanto mi riguarda, non sono mai stato dietro alle mode del momento... quando la maggior parte dei gruppi heavy rnetal italiani cantava in inglese, io sentivo il bisogno di esprimermi in lingua madre... ora le cose si sono quasi invertite, e se in futuro dovessi tornare a cantare in italiano, lo farei con la convinzione di sempre e senza falsi compromessi.
TEMPO FA AVETE REGISTRATO UN SINGOLO PER GLI STATES... VUOI RACCONTARCI COM'E' ANDATA QUESTA STORIA?
Un nostro comune amico, Fabio Ballerini, lavora al Merlin's Art Attack Tattoo di Miami 8each, in Florida... un posto sul boulevard dove passa di tutto, dall'illustre sconosciuto alla star di Hollywood e al musicista più affermato. Mentre stava lavorando, in sottofondo ascoltava un nostro brano mai uscito su Cd, un pezzo d'atmosfera con un testo ancora provvisorio. Alcuni suoi amici musicisti, tra cui Alex Marquez e James Murphy (il primo batterista e apprezzato session man; il secondo gia chitarrista dei Testament e di mille altri progetti, tipo il tributo ai Rush realizzato con Billy Sheehan, Deen Castronovo, etc./ndr), entrando restarono colpiti dal pezzo, chiesero chi era quella band e si offrirono di scrivere le parole. A testo ultimato, accadde I'attentato delle Twin Towers, cosi i ragazzi di Miami ci chiesero di riregistrare in breve tempo quella canzone, chiaramente con un nuovo testo ispirato alla tragedia di New York. Noi rispondemmo di si e completammo questa operazione, poi il singolo e uscito in Florida esaurendo in breve tempo tutte le copie stampate, i cui proventi sono andati in beneficenza ai familiari delle vittime. In seguito abbiamo deciso, vista la richiesta dei nostri fans, di stamparlo anche qui da noi. Chi e interessato all'acquisto, può trovare il singolo ai nostri concerti o richiederlo per posta o via internet.
QUAL'E' STATO FINO AD ORA IL MOMENTO PIU' BELLO E LA PEGGIORE ESPERIENZA PROVATI?
II momento più bello è stato quando, Fabio Cappanera della Strana Officina, uno dei più grandi chitarristi della scena metal italiana e non, mi telefonò per propormi di unirmi a loro. Non credevo ai miei orecchi, pensavo fosse uno scherzo... ed invece era tutto vero. Fabio sapeva che ero un fan della Strana e che conoscevo a memoria tutti i pezzi del loro primo demo... cosi, solo tre giorni dopo quella telefonata, mi ritrovai sul palco con la Strana Officina! Era il 1982, un anno che aggiunto ad altri dieci, rimarrà indimenticabile e scolpito per sempre nel mio cuore. La peggiore esperienza, invece, e stata senza alcun dubbio la scomparsa dei fratelli Cappanera e di Marcello Masi, che ha lasciato in me un vuoto incolmabile sia come uomo che come musicista.
UN'ULTIMA DOMANDA: Dl TUTTA LA TUA CARRIERA, QUAL'E' IL CONCERTO CHE RICORDI PIU' VOLENTIERI?
Ce ne sarebbero tanti da scrivere un libro, ma quelli che ricordo con più affetto risalgano agli inizi con la Bud Biues Band, in particolare quello al Teatro 4 Mori di Livorno. Quel giorno eravamo di supporto alla Strana Officina e per noi rappresentava un onore autentico dividere il palco con Fabio, Roberto e gli altr!. Altro show indimenticabile con la Strana e stato quello all'Open Air Festival in Svizzera con Saxon e Krokus... ricevemmo grandi attestati di stima che ci ripagarono dei tanti sforzi fatti fino ad allora. Per finire con la Bud Tribe, ricordo due concerti memorabili, il primo dei quali tenuto alla Festa della B!rra di Campi Bisenzio (FI), davanti ad un migliaio di fedelissimi che non ne volevano sapere di farci scendere dal palco. Arrivarono addirittura i carabinieri, rna i ragazzi non mollarono e le forze dell'ordine non osarono bloccare il concerto. Un altro bel ricordo e quella legato al Modena Metal Day dello scorso giugno, assieme ai Death SS e agli Elvenking. L'organizzazione e stata ottima e noi abbiamo dato tutto quello che avevamo in corpo, proponendo 'War Pigs' dei Black Sabbath a suggello di questa splendida notte di metaI italiano.
UN SALUTO Al VOSTRI FANS ITALIANl?
Ai nostri fans diciamo che, nonostante la nostra presenza sui giornali sia sporadica, restiamo costantemente in pista e siamo disposti a suonare ovunque ci venga data I'opportunita. 'Difendi la fede che e dentro di te!!!'.
Klaus Byron
 

 

IL SINGOLO AMERICANO
Finalmente disponibile anche in Italia il singolo inciso lo scorso anno per gli States con I'aiuto del chitarrista James Murphy e dedicato alle vittime della strage del 11 Settembre 2001 a New York. Una sola canzone, 'In Remembrance', lunga ballad (oltre sette minuti) condotta dalla voce sempre affascinante e potente del Bud e sottolineata, quasi come in un addio ideale dai solos di Marcello, dal forte sapore alla Gary Moore, melodici e puliti a stagliarsi sulle partiture rilassate del pezzo. Attendendo I'indomita Bud Tribe con il nuovo Cd e soprattutto in quello che e il proprio habitat naturale, ovvero il palco, vi invito a procurarvi questo singolo, richiedendolo direttamente sul sito della band (budtribe.it) oppure telefonando al 329 3555295
8tefano Giusti
 

 

BUD TRIBE - Siddharta - Prato, March 18th,  2000 - Live Reviews

The void left in the Italian scene by STRANA OFFICINA is practically unfillable, but a band who still holds high the banner of this glorious Italian band is BUD TRIBE, the band led by the mythical and charismatic ex-singer of STRANA OFFICINA, Bud Ancillotti, who gets help in this new adventure (already legitimated by the first CD "On The Warpath" which was released last year) from ex-SABOTAGE Drummer Dario Caroli, the guitarist Leo Milani and his brother Bid on the bass guitar. The concert in the Siddharta Pub opens in the name of energy and memories with a shotgun composed by "Star Rider" (an old strong song of STRANA OFFICINA which was never recorded on disk) and the epic "King Troll", two songs that exalted the "old school" metalheads in the hall.
Also the extracts from "On The Warpath" make their part in the show with "Maybe Tomorrow", "Dark Knight", the melodic and powerful "Black Widow" and the driving hard rock'n'roll of "Rock'n'roll Tribe", a real ideological manifest of the group's spirit.
BUD TRIBE is a harmonic and compact group, with a compact and powerful rhythm section and a gifted guitarist like Leo Milani, not to speak of Bud Ancillotti, whose voice and "stage-acting" are still of a very high quality despite the passing of quite some time.
The show goes on with a set also enriched by covers of classical, immortal bangers like "Breaking The Law", "Paranoid"," Sin City" (I categorically refuse to write the names of the authors of these songs!), and two new tracks of which, alas, I don't remember the titles. There are other great moments as that real headbanging hymn called "Metal Brigade" and "Luna Nera", mixed in a great medley with BLACK SABBATHs "War Pigs", a real shotgun that closes a show which was perhaps not long, but definitely intense, full of true rocking spirit, sweat and much, so much passion.

Written by Stefano Giusti in March 2000

 

 
BUD TRIBE - IN THE HEART OF HARD (ROCK)  Intervista all'uscita di "ON THE WARPATH"
TORNA A FARSI SENTIRE IL GIGANTESCO VOCALIST DELLA STRANA OFFICINA ACCOMPAGNATO PER L'OCCASIONE DA UN GANG DI MUSICISTI/AMICI ALTRETTANTO NOTI COME PRIME MOVERS DELLA SCENA HARD'N'HEAVY ITALIANA... 

 Flash Metal 1999 di Marco Petti
 
Avete deciso per una registrazione molto live, effettuata nei locali dell'Auditorium Flog. Com'è stata organizzata l'intera operazione?
Tutto è nato dall'iniziativa del nostro attuale produttore (Roberto Del Pasqua) che dopo aver assistito a un nostro concerto ci invitò a suonare nel suo locale, il mitico mulligan's Pub sulle colline toscane. Finita la serata, riascoltando la registrazione del concerto, decidemmo di comune accordo di tentare questa nuova avventura chiamata Bud Tribe. Dopo le precedenti esperienze su vinile (Strana Officina, Sabotage, ecc...) dove la nostra energia live veniva soffocata dalla freddezza dello studio di registrazione, abbiamo deciso di lavorare con uno studio mobile e abbiamo scelto l'Auditorium Flog come luogo di registrazione per sfruttare al meglio sia le nostre potenzialità, che quelle del locale.
 
Com'è nata l'idea di accompagnare ogni testo con una "tavola" sul booklet interno al Cd?
Noi da tanti anni lavoriamo insieme sia per quanto riguarda le parti grafiche (ricordate la copertina di "Ritual" della Strana Officina?/, sia per quanto riguarda la stesura dei testi in inglese con un nostro carissimo amico, James Hogg. Questo ragazzo americano è tra l'altro un bravissimo disegnatore di fumetti e collabora con le più grosse testate italiane del settore. Da qui è nata l'idea di abbinare ad ogni singola canzone un disegno che ne fotografasse il testo.
 
L'atmosfera generale del disco è quella di forza ma al contempo anche di velata tristezza. Quanto c'è del vostro vivere quotidiano tra le note e le parole di "On The Warpath"?
In "On The Warpath" c'è molto della nostra vita e di tutto ciò che essa comporta. Le difficoltà, le cose belle e quelle brutte, la tristezza ma anche tanta gioia e la voglia di andare avanti senza fermarsi mai. Purtroppo in questi ultimi anni ci sono venuti a mancare dei carissimi amici, compagni di storie di vita e di musica, e noi li abbiamo voluti ricordare con delle canzoni, forse le più toccanti... è probabilmente per questo che sul disco aleggia quel "velo di tristezza" a cui ti riferisci. Comunque "On The Warpath" è un inno alla vita e al rock'n'roll.
 
Una curiosità sul nome che avete scelto per la band... Perchè Bud Tribe e non ad esempio Bud Group? Cosa differenzia un gruppo da una tribù?
Sul nome con cui battezzare il gruppo non ci sono state discussioni: far parte di una tribù significa essere uniti da vincoli saldissimi come l'amicizia, la voglia di stare insieme, il divertirsi suonando e l'amore per questa musica che, per chi  come noi è cresciuto ascoltando Ac/Dc e Black Sabbath, è di fatto un legame inscindibile.
 
Siccome nel disco non c'è un pezzo intitolato "On The Warpath", perchè avete deciso di intitolare l'album proprio così?
Perchè è come ritornare "Sul sentiero di guerra", questo disco, infatti,  segna il mio ritorno sulla scena metal nazionale dopo alcuni anni di silenzio. Un ritorno che ha come basi l'umiltà e la forza che mi ha sempre contraddistinto, un urlo di battaglia contro le paranoie del sistema, convinto del fatto che anche con questo gruppo potremmo regalare le stesse forti emozioni ai nostri fans vecchi e nuovi.
 
Un pò tutti nel gruppo avete contribuito alla nascita metal italiana nei primi anni Ottanta. Cosa vi sembra cambiato da allora e, soprattutto, vi riconoscerete in quella che è la situazione attuale?
Da allora di sicuro l'età, (risata generale...ndr) l'interesse dei mass-media... di certo non quello delle case discografiche che a parte rari casi è sempre scarso. Insomma, la solita paranoia, parole, promesse ma fatti zero. Note positive vengono invece dal moltiplicarsi dei locali, alcuni anche ben attrezzati dove è possibile suonare con maggiore frequenza dal vivo e dall'intatto entusiasmo dei kids che ci fa sentire a nostro agio oggi come allora.
 
Suonate con una certa frequenza... in concerto oltre ai pezzi del disco proponete anche delle cover? E se si, quali e perchè?
Oltre ai pezzi di "On The Warpath" suoniamo anche "Star Rider" e "Metal Show", due brani che abbiamo scritto io e Marcello (Masi, il chitarrista) e che per molti anni hanno aperto e chiuso le esibizioni live della Strana Officina... altre tribute-songs alla Strana che  proponiamo talvolta in concerto sono "Metal Brigate", "King Troll","Autostrada dei Sogni", "Viaggio in Inghilterra", "Vai Vai",e "Luna Nera". Per quanto riguarda le cover facciamo quando  la serata ce lo richiede e ce lo permette. "Live Wire", " Sin City", e "The Jack" degli Ac/Dc, quest'ultima con mio figlio Brian alla batteria, "Breakin' the Law" dei Judas Priest, ancora con Brian dietro le pelli, "War Pigs", "Into The Void", "Paranoid" dei Black Sabbath e "Gypsy" degli Uriah Heep. Questi gruppi per noi sono stati l'inizio di tutto, li ascoltavamo quando ancora eravamo bambini e a tutt'oggi restano un nostro punto di riferimento.
 
Quali sono i vostri ascolti preferiti  fuori dall'ambito prettamente heavy metal?
Fuori dal metal i nostri gusti sono molto vari e vanno dal folk al rock blues inglese degli anni Settanta, dal jazz rock al primo progressive dei King Crismon. Insomma bene o male siamo legati alle radici di questa musica.
 
Qual'è il musicista che in tutti questi anni avete amato di più per tecnica e per feeling?
Tutti i Sabbath della formazione originale, Bon Scott, Angus Young & Ac/Dc, Randy Rhoads, Judas Priest, Jimmy Page, Ian Anderson, Ian Paice, Cozy Powell, Steve Hackett e Joe Satriani.
 
Che opinione vi siete fatti delle ultime clamorose reunion di gruppi quali "Black Sabbath" e "Kiss"?
Per gruppi di tale spessore ben vengono queste reunion... ne siamo contentissimi! L'importante è che quando salgono sul palco diano sempre il massimo di loro stessi senza prenderci per il culo!.
 
Per finire, citate un motivo valido per convincere chi sta leggendo ad acquistare il vostro disco...
....Perchè "On The Warpath" è un disco sincero che abbraccia in un modo o nell'altro tutti i generi della musica in cui crediamo. Non ci sono altri motivi! Ringraziamo chi il disco lo ha già acquistato e invitiamo gli altri ad uno dei nostri concerti... Si convinceranno!.
 

 
NOTE SUI TESTI DI “ON THE WARPATH(By James Hogg)
 
BLACK WIDOW - “Si ispira ad una storia non si sa quanto vera o quanto leggenda urbana, comunque specchio dei nostri tempi. La Vedova Nera del titolo  è una bellissima ragazza sieropositiva che infetta i suoi amanti occasionali con il virus dell’ Aids come l’omonimo ragno che uccide il maschio dopo l’accoppiamento”.
 
SON OF SAM -“ E’ il nome con cui firmava i suoi delitti David Berkowitz, celeberrimo serial killer degli anni Settanta. Berkowitz, affetto da schizofrenia affermò di aver compiuto i suoi crimini obbedendo agli ordini di Sam, un demone che viveva dentro la sua testa”.
 

DARK KNIGHT – “ E’ ispirato al capolavoro a fumetti di Frank Miller “Return of the Dark Knight” in cui un Batman invecchiato, incattivito e pieno di acciacchi affronta una società oppressa dal crimine e manipolata dai mass media”.

 
MAYBE TOMORROW – “Tratta il drammatico problema della tossicodipendenza e parla di chi brucia la propria vita senza pensare al domani”.
 
KEEP ROCKIN’ON – “Dedicato a tutte le rock bands grandi o piccole che suonano per amore della musica senza piegarsi ai facili compromessi o allo strapotere delle mode”.
 
ROCK’N’ROLL TRIBE – “La tribù del titolo non è altro che una metafora del popolo del rock'n'roll e in particolare della Bud Tribe e del loro fedele seguito di fans”.
 

MISS TREASON – “Una canzone di amore tradito dal testo incazzato per tutti quelli che hanno avuto una delusione d’amore”.

 
ANGEL – “La Angel’ è una vera iettatrice e porta talmente sfiga che vedendola anche i gatti neri si rifiutano di attraversarle la strada. Ovviamente, anche il protagonista della storia fa di tutto per starle alla larga!”.
 
WOUNDED KNEE – “Ispirata all’epopea degli indiani d’America di cui il massacro di Wounded Knee segna il tragico epilogo. La storia di un popolo troppo libero per sottostare ai ridigi schemi della cosidetta “civiltà bianca”, la canzone ha una dedica speciale alla memoria di due grandi spiriti liberi del rock italiano: Fabio e Roberto Cappanera della Strana Officina”.
 

 
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BUD TRIBE al Ministry - Antella (FI)  22 Aprile 2006 leggi l'articolo >>>
2006 - Una nuova recensione di 'In Remembrance' leggi l'articolo >>>
 
On The Warpath - Bud Tribe - da True Metal 
Daniele "Bud" Ancillotti, autentica leggenda dell'heavy metal tricolore, dopo la scomparsa dei livornesi Fabio e Roberto Cappanera e lo scioglimento della Strana Officina (loro ex band), riparte da capo con un nuovo gruppo, i Bud Tribe, insieme all'ex Strana Officina Marcello Masi, ai due ex Sabotage Dario Caroli e Leo Milani e al fratello Sandro "Bid" Ancillotti, e nel 1998, dopo l'uscita di un ep, vede la luce il loro debutto, questo "On The Warpath", anche loro unica fatica, al momento. Il genere proposto dai nostri è un heavy metal rock (tanto per citare la Strana..) che segue la scia dei vari Iron Maiden, Black Sabbath (specialmente dell'era Tony Martin) con venature doom, e prende spunto anche dagli episodi più melodici della Strana Officina (pezzi come Unknown Soldier, The Ritual e Falling Star sono delle autentiche miniere d'oro per Bud e soci), il tutto condito con un tocco estremamente personale, impreziosito dalla calda e avvolgente voce di Bud, e dal talento compositivo della coppia d'asce Milani - Masi, i quali non ci fanno rimpiangere Cappanera.
A questo si affianca una linea ritmica di tutto rispetto, con tappeti di basso che niente hanno da invidiare al maestro Geezer Butler. Il disco parte subito forte con Black Widow (spesso opener dei concerti), un hard rock scoppiettante in pieno stile ottantiano, che mette subito in evidenza lo stile della band e le caratteristiche dei singoli musicisti (bellissimi gli assoli presenti), insomma si capisce subito che questi non scherzano.
Segue Son of Sam, il cui inizio ricorda maledettamente The Prisoner dei Maiden (che verrà poi ripreso alla fine), per poi trasformarsi in una speed song coi fiocchi, e nella seconda parte acquista un taglio cupo ed oscuro che ricorda vagamente i vari Candlemass e Memento Mori, il tutto a ritmi decisamente sostenuti.
La terza song, Dark Knight (Long Time Ago) è forse la migliore del lotto: viene introdotta da un arpeggio di chitarra decisamente malinconico, a cui si sovrappone poi la voce del Bud, anch'essa pregna di sentimento ed espressività, e dopo 2 minuti di intro esplode in tutta la sua carica, con delle linee melodiche e degli arrangiamenti da far invidia al Tony Iommi dei bei tempi andati, e un chorus che entra in testa dopo il primo ascolto.
Tanto di cappello davvero. Maybe Tomorrow, la canzone successiva, presenta una struttura decisamente più metallica, con un riffone portante monolitico e di grande impatto; il chorus ricalca i canoni del disco, ossia melodia e grande sentimento. Un arpeggio e un tappeto di tastiera quasi da "love song" ci introducono Keep Rockin' On, che dopo quest'intro diciamo insolita, evolve in una rock song vagamente melanconica, con degli inserti che ricordano a tratti gli u2 dei tempi d'oro (chiaramente gli arrangiamenti sono completamente diversi).
Con Rock'n'Roll Tribe sterziamo verso un suono dedito all'hard rock più sanguigno, e i nostri dimostrano di aver imparato la lezione dei colleghi ac/dc, rose tattoo e compagnia bella, e ci regalano un rock anthem con un chorus da cantare in coro col pugno alzato, e degli assoli che sembrano scritti da Angus Young: se questo pezzo venisse incluso in una compilation degli ac/dc, veramente pochi si accorgerebbero della differenza. Miss Treason, invece, sembra uno scarto delle sessioni di Paranoid: il suono adesso ricalca l'heavy rock doomeggiante dei primissimi Sabbath, con Bud che si cala perfettamente nei panni del "madman" della situazione. Siamo arrivati ad Angel, il colpo di coda del disco, una sfuriata metallica d'altri tempi in cui Bud e compagni giocano a fare i Judas Priest ma rimanendo ben saldi ai loro canoni: ditemi cosa c'è di meglio! Si chiudono i lavori con l'immancabile ballad, Wounded Knee, in cui la band dà dimostrazione di possedere una notevole classe, oltre che un'attitudine hard'n'heavy che ormai purtroppo è di scarsa reperibilità.
L'interpretazione vocale di Bud, così come in tutto il disco, è semplicemente magistrale: non credo di esagerare, se dico che ci troviamo davanti al miglior singer hm italiano mai esistito.

In definitiva, abbiamo fra le mani una vera gemma di heavy metal di stampo italico, una delle ultime testimonianze di questo genere che ormai è ben lontano dai fasti vissuti negli anni 80, che la Tribe non ha dimenticato e che ha trasposto su questo platter che meriterebbe di godere di una fama ben più ampia, così come la band che lo ha partorito.
 
BUD TRIBE   "Bud Tribe" Promotape 1997

Project-Band d'eccezione questa Bud Tribe, ensemble dietro il quale si cela il mitico lead singer della Strana Officina, Daniele 'Bud' Ancillotti. Radunati  vecchi amici della scena metal italiana come Dario Caroli e Leo Milani (Sabotage), Marcello Masi (Strana Officina),  Sandro Bid Ancillotti (fratello di Bud al basso), e Massimo Pagani (tastiere),  il buon Bud dà vita ad un eccellente promotape (8 pezzi) di torrido, sincero e pulsante hard rock dai riferimenti settantiani. Inizio alla grande con l'oscura 'Black Widow' e poi ecco resuscitare 'Star Raider' vecchio cavallo di battaglia dell'Officina livornese che, a distanza di parecchi anni viene rivitalizzato proprio in questa sede. Sofferta interpretazione vocale su 'Keep Rockin' On', song intrisa di atmosfere class-metal americaneggianti tipiche dello scorso decennio, mentre una semi-ballad di grande effetto  risolve la successiva 'Voices in the Night'. Ancora movimento sulle note di 'Rock 'n' roll Tribe' e 'Miss Treason',  più canonicamente heavy rock 'Angel', quindi a chiusura la malinconica 'Wounded Knee', sentito tributo agli scomparsi fratelli Cappanera. Un promotape bellissimo per un sound senza tempo.

(Stefano Giusti) Flash 1997

 

BUD TRIBE “On The Warpath (Self produced)
da Metal Shock
  
Bud Tribe è una nuova band creata dal singer della Strana Officina, Daniele “Bud” Ancillotti, accompagnato dal bassista Sandro “Bid” Ancillotti, dai chitarristi Marcello Masi e Leo Milani e dal potente drummer Dario Caroli. L’amore per AC/DC e Black Sabbath viene fuori in questo lavoro, ma molti sono anche i momenti in cui la band riesce ad essere molto originale. Il nome è molto chiaro, e proprio come narra la biografia in mio possesso, far parte di una tribù significa essere uniti da vincoli saldissimi ed ecco quindi che in tutti i brani si sente una band affiatatissima che riesce a dar vita e vere e proprie colate di metallo. Ascoltando “Black Widow” e “Son of Sam”, si capisce subito quale è la direzione che la band vuole prendere, camminare verso sentieri metal, guidati dal cuore e dalla grande passione che ha Bud per la musica. Con “Dark Knight”, ci si inoltra verso luoghi acustici, ma poi l’heavy rock è alle porte e non rimane altro che aprirne una per permettere al brano di decollare. Ancora Black Sabbath in “Maybe Tomorrow”, mentre in “Keep Rockin’on” il rock’n’roll più stradaiolo si impone prepotentemente. Un lavoro potente ed aggressivo è dunque “On the Warpath”, che vede anche i suoi punti di forza in “Rock’n’roll Tribe” , vero inno agli AC/DC e con un intro molto blues grazie ad un bell’assolo ed in “Angel”, una cavalcata metal senza contaminazioni, pura e veloce così come piace a chi vive di metal. Chiude questo gran bel lavoro “Wounded Knee”, otto minuti di musica emozionante, dedicata agli scomparsi  Fabio e Roberto Cappanera, un brano molto sentito da tutta la band e che stà lì a dimostrare che nessuno mai si dimenticherà di loro. 
I Bud Tribe sono riuscite a dar vita ad un ottimo lavoro e la voce di Bud riuscirà a scuotere in voi la voglia di agitarvi a più non posso. 

(fi)

 

 
BUD TRIBE “On the Warpath” (Autoprodotto / Audioglobe)
da Metal Hammer
 

Questo album merita più di un attimo di attenzione: dietro il monicker Bud Tribe si cela  infatti una parte importante della storia dell’hard rock italiano, nelle persone di Bud Ancillotti, già vocalist della Strana Officina e leader di questo nuovo progetto, dell’altro reduce della storica formazione toscana Marcello Masi alla chitarra e dell’ex batterista dei Sabotage Dario caroli. Completano il quadro Leo Milani (anch’egli vanta un passato lontano nei Sabotage) alla chitarra e Sandro Ancillotti, fratello di Bud, al basso. Una formazione dalla grande esperienza quindi, che su “On the warpath” mette in mostra il proprio background, con un suono onesto, denso di rock’n’roll, assolutamente puro ed incontaminato dalle mode e dai modi che si sono succeduti in questi ultimi dieci anni. Nei nove brani di quest’album rivive come per magia lo spirito che aveva fatto grandi pezzi come “Non Sei Normale” o “Piccolo Uccello Bianco”, e brani come “Black Widow”, “Son Of Sam” o “Rock’n’roll Tribe”pescano nel profondo della memoria di ciascuno di noi con ritmi semplici e strutture elementari ma cariche di feeling, ricche di quel blues che in fondo è l’inizio e la fine di ogni cosa. Non è un disco per palati raffinati “On the Warpath”, ma un album che trasuda fisicità e sudore da ogni singola nota, il compagno ideale per chi ormai ha superato i trenta ma non ha ancora smesso di sognare. Non poteva mancare da parte di Bud un affettuoso omaggio a Fabio e Roberto Cappanera, guerrieri di un metallo che non c’è più, e la malinconica “Wounded Knee” qualche brivido lungo la schiena lo fa correre. “On The Warpath” è un disco al di fuori di ogni moda e di ogni logica commerciale, ma che, proprio per questo, merita rispetto e vale tanto oro quanto pesa. Un pezzo di storia, più che un semplice album, e come tale va vissuto più che ascoltato.

Sandro Buti

 

 
BUD TRIBE “ADVANCE CD”

Lo storico cantante della Strana Officina, Bud Ancillotti, è l’anima di questo interessante progetto Bud Tribe, sorto a titolo di divertimento nel 1994 e giunto finalmente al traguardo del debut-Cd. Con Bud, sono della partita alcuni nomi storici dell’hard tricolore: Dario Caroli alla batteria (Sabotage), Marcello Masi, ex Strana Officina, alla lead guitar, Bid Ancillotti al basso (fratello di Bud) e Leo Milani alla chitarra. I Bud Tribe possono quindi tranquillamente essere definiti una “All Stars Band”, e questo status particolare è indubbiamente rispecchiato nei nove pezzi contenuti nell’interessante advance-Cd giunto in redazione. Muovendosi tra l’hard dei ’70 e il primo heavy metal, i nostri ci regalano un pugno di ottime songs tra cui l’emozionante “Dark Knight”, che potrebbe benissimo essere saltata fuori dal songbook di Ozzy, la prettamente NWOBHM “Rock’n’ Roll Tribe”, che pesca ora dai Saxon ora dagli AC/DC, e “Miss Treason”, lenta, velenosa e psichedelica. Un degno ritorno, per dei musicisti che noi tutti dovremmo, ammirare perché hanno saputo tener duro quando la scena hard & heavy nel nostro paese era praticamente inesistente, ponendo le basi per quella che è oggi la rigogliosa realtà dei metal italiano! 

(LJ)

 

BUD TRIBE “On the Warpath” (self Produced/ Audioglobe)
da FLASH
 
Dopo la pre- recensione pubblicata in febbraio, salutiamo anche il definito arrivo nei negozi di “On The Warpath”. Disco d’esordio per la band capitanata dall’ex Strana Officina Daniele “Bud” Ancillotti. L’album ci offre un piacevole comeback verso quelle atmosfere che caratterizzano la scena hard’n’heavy dei primi anni ’80: ascoltate ad esempio l’iniziale “Black Widow”, o la splendida “Son Of Sam” a metà strada tra Black Sabbath e l’Ozzy solista (quello dei primi favolosi dischi), segnata da linee ritmiche dinamiche e tinte di scuro e da un cantato ipnotico. Gli altri higlights del disco sono i sette minuti abbondanti di “Dark Knight” ambientati nella mitica Gotham City tra melodia, heavy rock e sentimento, la divertentissima “Rock’n’roll Tribe” con qualche passaggio e smorfia vocale “omaggiante” ai gloriosi Ac/Dc dell’epoca Bon Scott (dal vivo deve fare un bel casino!) e l’inquietante “Miss Treason” col suo incedere doom e il chitarrismo (solista) infuocato. A chiudere la toccante “Wounded Knee” che i ragazzi del gruppo hanno voluto dedicare agli (scomparsi) amici di sempre Fabio e Roberto Cappanera. Un disco puro e molto live, distante anni luce dai trends attuali e proprio per questo concepito suonando col cuore! 

(KB)

 

 
Pino Scotto da 'Hard'
....e a proposito di grande energia vorrei dare il bentornato al mio grande amico Bud Ancillotti ex vocalist della mitica 'Strana Officina' di cui ho saputo il ritorno con una nuova band dopo un lungo periodo di assenza dalla scena metal, ciao Bud 'Welcome On The Road In The Name Of Rock', ci sei mancato e spero di poterti incontrare in giro con la tua Bud Tribe per un grande concerto insieme dedicato a quelli che non ci sono più e che mancano a noi e alla verità più pura del rock italiano che non sa nè di moda nè di cover band da karaoke....

Pino Scotto

  

 


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